ANEDDOTI, CURIOSITA', FOLLIE SUL MONDO DELLA MUSICA....
E DI COME SI POSSA PARLARE DI QUALSIASI ARGOMENTO GRAZIE AD ESSA.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità . Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.

Sembra proprio che stia per uscire il nuovo cd degli incubus, "Light Grenades". L'uscita è fissata per novembre (e in Italia??) e ne sentivamo decisamente la mancanza visto che sono due anni che non pubblicano nulla (da ''A Crow Left of the Murder'' del 2004).
Oltretutto l'ultimo album non mi aveva proprio fatto impazzire: decisamente al di sotto degli standard e col "nuovo" bassista
neanche lontanamente paragonabile al precedente...un pò più loffio e meno graffiante degli altri, anche se con alcune cose degne di nota.
Sarà che sono affezionato al sound di Make Yourself e Morning View con pezzi come Make Yourself stessa, Drive, Privilege, Nice to know you, Wish you were here e tante altre, ma A Crow Left of the Murder non è proprio il mio album preferito e spero in questo nuovo lavoro.
In ogni caso il cantante Brandon Boyd avrebbe detto che questo nuovo lavoro "riflette quanto
più siamo vicini a essere la band che abbiamo sempre voluto essere".
Decisamente non avrebbe mai affermato "il prossimo album fa letteralmente schifo", no? E' come quando Bono commenta il nuovo album degli U2; sono dieci anni che ci dice che l'ultimo in ordine cronologico ricerca il sound degli albori. Ma come si suol dire il pescatore per prendere i pesci mette quel che vuole sull'amo, no?
Perciò 'sta frase fatta del "belloccio" talentuoso degli Incubus (gran voce la sua) la prendo con le molle....certo che non vedo l'ora di ascoltare qualcosa e che magari vengano in tour anche in Italia.
In attesa dell'uscita di Light Grenades in rete si trova comunque già il singolo "Anna Molly"...
Dopo il successo dell'ultimo album, Black holes and revelations, tornano in Italia con tre date gli ormai scafati Muse: Matthew Bellamy (cantante, chitarrista e pianista) Chris Wolstenholme (bassista) e Dominic Howard (batterista).
Devo dire che, anche se l'ultimo album è per me il meno "cattivo" (per alcune sonorità mi ricorda i vecchi Depeche Mode) e forse quello che mi appassiona un pò meno, i Muse sono comunque una gran band e di sicuro impatto scenico e musicale. Certo che "B.H.A.R." tranne i due orecchiabilissimi singoli Supermassive Black Hole e Starlight è un pò troppo uguale a se stesso, ma la possibilità di vedere sul palco i tre giovani rockettari inglesi è molto ghiotta.
Li ho conosciuti col loro primo album Showbiz del 1999 ed è stato un colpo di fulmine...mi sembrava di sentire un mix fra i vecchi Radiohead e Jeff Buckley, ma in chiave molto più rock. Le voci usate quasi come uno strumento, le chitarre e le melodie che richiamavano quasi alla musica classica (nonostante le distorsioni devastanti)...in ogni caso mai banali.
L'acquisto dell'album è stato quasi dovuto, dopo aver ascoltato Muscle Museum. Averli poi ascoltati all'Heineken Jammin' Festival da semi sconosciuti come erano allora, ha confermato le loro qualità Live. Una vera forza della natura nonostante siano "solo" in tre.

Sono poi seguiti Origin of Simmetry, Hullabaloo e Absolution ma i Muse si sono confermati sempre innovativi, grazie ai pezzi scritti da Matthew Bellamy che, piano piano, si è scucito dagli abiti il confronto con York dei Radiohead, nonostante l'approccio simile all'uso della voce, usato quasi come un violino distorto.
Adesso eccoli nuovamente a calcare i palchi italiani (anche se, tanto per cambiare, la Toscana non viene presa molto in considerazione) con un tour che ha registrando il tutto esaurito in molte delle date previste (Lisbona, Regno Unito, compresa la mitica Arena di Wembley, Francia, Olanda, Svizzera e Belgio). Senza dimenticare l'anteprima a Milano mi sembra a Giugno...
Eccoli quindi i Muse in Italia nelle seguenti date:

1 dicembre - Roma, Palalottomatica
2 dicembre - Casalecchio di Reno (Bo), Palamalaguti
4 dicembre - Assago (Mi), DatchForum.
Saranno supportati dal gruppo spalla indie-rock inglese The Noisettes di cui confesso di non conoscere un tubo...Il costo dei biglietti (caro, tanto per cambiare, ma non esagerato) sarà di 30 Euro più prevendita...ora non resta che muoversi e cercare di andare ad una delle 3 date!
“Out of bed at eight am
Out my head by half past ten
Out with mates and dates and friends
That's what I do at weekends
[…]
I go out on Friday night and I come home on Saturday morning
I go out on Friday night and I come home on Saturday morning
[…]
I like to venture into town
I like to get a few drinks down
The floor gets packed the bar gets full
I don't like life when things get dull…”
(Friday Night, Saturday Morning, The Specials, 1981)
(anche in questo caso, come per "IL TIPICO ASCOLTATORE..." accettiamo segnalazioni)
Prima o dopo, ogni gruppo che si rispetti, deve affrontare la sua grande nemesi…il proprietario dei locali dove suonare. Non tutti sono uguali e non sempre sono “catalogabili”, ma in questa nuova rubrichina mi permetto di dividerne alcuni in tipologie…ecco a voi la prima:
Sembra quasi disegnata da quanto corrisponde a dei clichè…la prima cosa che uno si domanda è cosa c’entri una pluricentenaria con un locale che fa musica rock. Poi guardandola bene e notando la inquietante somiglianza con le streghe dei film, uno inizia a sospettare che tutte le storie sulla commistione rock e diavolo forse non sono così finte… 
Che la “allegra” signora, mentre il gruppo suona, rapisca le anime degli sfortunati avventori con incantesimi e malie?
Ma la prima impressione viene presto fugata dalla sua contagiosa carica di "simpatia"….montate la strumentazione completa (perché il locale fa musica live, ma non ha neanche una ciabatta multi-presa…al limite una vecchia spina tedesca. Ottima per aspirapolveri e ferri da stiro, ma totalmente inutile per voi...però fa scena!) compresa di mixer, casse spia
e impianto (perché lì hanno solo un mini mixer di Big Jim, con 4 canali…due rotti) dopodichè comincia il sound check.
Dopo 15 secondi che state eseguendo Wish You Were Here, ancora sull'intro di chitarra, (oltretutto il pezzo più tranquillo del repertorio), con uno sbuffo di fumo ed un odore nauseabondo di zolfo, compare la megera coi capelli ritti che grida: “COS’E’ QUESTO FRASTUONO!! ABBASSATE SUBITO I VOLUMI!!!”.
La perplessità si dipinge sui vostri volti….prima di tutto pensate subito al fatto che in repertorio avete anche un “tranquillo motivetto” dei Nirvana e non osate pensare a come verrà in Braille….subito dopo riflettete sul perchè vengono chiamati gruppi che fanno rock in locali dove evidentemente si predilige il piano bar o la musica da camera.
Non lo sanno che quando c’è di mezzo una batteria, una chitarra, un basso e magari anche una tastiera, il volume di un lettore CD in cuffia, per forza di cose, viene superato?
Ma, avendo ormai montato tutto e pattuito un “congruo” compenso, rinunciate a fermare la strega con un crocifisso e l’acqua santa e diligentemente fate abbassare i volumi a tutta la band.
Dopo un sound check titolato per non udenti, alla pagina 777 del Televideo, ecco che si arriva al capitolo cena: nei locali che si rispettano un tozzo di pane raffermo e muffoso, scippato al cane da guardia, solitamente ve lo danno…
Nel locale della vecchia se vuoi mangiare devi pagare...E pure salato…
E se vuoi anche la classica birretta da tenere sul palco devi ripagare (o in alternativa firmare col sangue uno strano contratto).
La prima volta ti sveni e paghi, ma se riesci ad ottenere una seconda serata ecco che l’organizzazione diventa essenziale e più che una band sembrate la famiglia Brambilla che va in vacanza: borsa frigo con birre, cuba libre fatto in casa, acqua, chinotto e anche spuma al cedro.
Zaino da trekking ripieno di panini, teglie di lasagne fatte in casa, cus-cus alla marocchina, spiedini di pollo e Mammuth alla griglia (meglio abbondare no?)…in alcuni casi nel dubbio portate anche l’ombrellone, le formine, il secchiello e, in casi estremi anche la canna da pesca e la muta da sub.
C’è anche chi, stanco di pagare 25,00 euro per un salatino al formaggio e un bicchiere d’acqua, arriva ad ordinare una cena completa al take away lì vicino…ma questa è un’altra storia.
Mentre mangiate, la vecchia mette in sottofondo un bel CD di Mino Reitano…vi accorgete che in questo caso il volume vi fa leggermente sanguinare le orecchie e vi domandate perché, per parlare con gli altri elementi della band e farvi capire, dovete urlare o gesticolare come uno che è stato punto da uno sciame di api. Questa strana disparità di volumi fra voi, gruppo Rock e il cd della cena, vi lascia allibiti e diventa argomento di future discussioni…
Ma finalmente arriva l’ora del concerto…il locale è pieno e la vecchia si aggira fra i tavoli tipo
avvoltoio finchè, all’ora prefissata, vi guarda con un occhio solo (quello sulla nuca, con gli altri due osserva gli avventori e cerca le vergini per il sacrificio che avverrà durante il sabba infernale subito dopo il concerto) e vi intima di salire sul palco (che nel locale della vecchia non esiste…al limite è un angolino del locale vicino alla porta del cesso) e cominciare a suonare.
Non appena iniziate la vecchia inizia a guardarvi male con tutti e tre gli occhi, a fare strane smorfie quasi come se gli accordi che fate fossero ultrasuoni e voi vedete la sua bocca muoversi e mormorare frasi tipo “papè satan, papè satan aleppe”…
Durante tutta la serata vi dirà 150 volte di abbassare i volumi e, anche se vi sfiorerà l'idea di sparargli un proiettile d'argento o di colpirla con un paletto di frassino nel cuore, voi lo farete! Anche perché noterete una strana somiglianza fra voi e gli strani pupazzetti ripieni di spilli che ELLA tiene in mano.
Abbassa ora, abbassa dopo, vi accorgerete di capire benissimo i dialoghi dei clienti in prima fila e, mentre state cantando un brano in scaletta, deciderete di partecipare alla loro discussione su chi è più veloce fra Alonso e Shumacker, con un fastidioso "rumore" di strumenti in sottofondo...
Al termine del concerto, stanchi ma contenti dei risultati ottenuti, andate a prendere il compenso dalla Signora la quale vi spiega che però lei, come regola, paga a 180 giorni fine mese. Pagate quindi la cena (e consegnata l’anima alla cassa), sognate i 10 euro a testa che prima o poi vi daranno, smontate tutto quello che avete portato e finalmente verso le 4 di notte tornate felici alla sala prove dove dovrete rimontare tutto. Ma vuoi mettere la soddisfazione?
OGNI RIFERIMENTO A COSE, PERSONE E LUOGHI REALMENTE ESISTENTI E’ DECISAMENTE VOLUTO. MA CON SIMPATICA IRONIA. :-)