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Ci sono degli artisti che riescono a trasportarti, a smuoverti qualcosa dentro e a farti riflettere, pensare, sognare, viaggiare attraverso la propria musica.
Questo è quello che provo sempre ascoltando Peter Gabriel e la sua Mercy Street:
Consiglio vivamente di acquistare il disco SO che contiene altri pezzi storici e magici come Sladgehammer, Red Rain, Don't give up (in duetto con Kate Bush), Big Time e molto altro
Oggi volevo solo pubblicizzare un ricco e completo articolo su un'artista poco conosciuto in Italia: Demetrio Stratos, cantante e musicista mai troppo apprezzato che ha influenzato il modo di cantare e comunicare di molti artisti fra i quali Francesco Renga, almeno ai tempi dei grandi Timoria (clicca sul nome della band e leggi il post su di loro) e Manuel Agnelli degli Afterhours che aaddirittura nel film "Lavorare con Lentezza" lo ha interpretato.
Se volete saperne di più visitate il blog: http://www.recensionilibere.splinder.com/
P.S. Il film Lavorare con lentezza è veramente carino...ve lo consiglio,anche come colonna sonora.
E' sempre piacevole quando un musicista che non ti piace ti fa ricredere su di lui: è il caso di Gianluca Grignani che personalmente ho sempre trovato insulso, con una voce "fastidiosa" e anche un pò arrogante e personaggione nel suo rapportarsi al pubblico...
Uno che si crede una rockstar e fa un pò troppo il figo quando però non lo è, per capirsi. Le sue canzoni non mi hanno mai colpito e le ho sempre considerate un pò troppo "pischelle oriented" per i miei gusti e con canzoni adatte alle teen ager con problemi di cuore.
E' quindi con stupore che rimasi affascinato dall'uscita del disco "LA FABBRICA DI PLASTICA" del 1996: è il secondo lavoro di Grignani e si discosta coraggiosamente dal suo primo fortunatissimo lavoro uscito dal Festival di Sanremo, molto più melodico e melenso. Con la Fabbrica troviamo un lavoro più "sporco", più cattivo, più rockeggiante e ruvido rispetto a quello che si aspettavano i suoi primi fans. E' un disco che infatti non sfondò con le ragazzine e conquistò invece gli amanti del rock. Per sua stessa ammissione, le sonorità di questo CD ricordano alcune cose dei Radiohead che in quel periodo avevano influenzato notevolmente molti artisti. E' un lavoro molto sentito e voluto da Grignani, molto personale, molto controtendenza e che proprio per questo non sfondò e non vendette moltissimo ma che secondo me aveva un gran valore: canzoni come La Fabbrica di Plastica (che dà il nome al disco), L'allucinazione, Galassia di Melassa, Rock star, La vetrina del Negozio di Giocattoli, fanno sentire l'anima più rock, più sperimentale e le sonorità più particolari e "arrabbiate" di un cantante in questo caso non banale. Certo che se quei pezzi li cantasse qualcuno con una voce un pò meno antipatica l'effetto sarebbe notevole. Ma resta il fatto che la composizione e gli arrangiamenti rendono merito a questo Grignani "diverso". Questo LA FABBRICA DI PLASTICA (pur con qualche canzone meno valida) è quindi un CD che consiglio.
Peccato che dopo questo disco sia tornato alla canzonetta banale stile Sanremo, senza più osare e portare novità alcuna...cosa che sicuramente ha fatto piacere a chi lo seguiva per "Destinazione Paradiso".
Ecco a voi il video (stavolta non lo pubblico perchè Grignani non se lo merita...eheheh): http://208.65.153.251/watch?v=5It1eNcZffE