ANEDDOTI, CURIOSITA', FOLLIE SUL MONDO DELLA MUSICA....
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Ogni tanto scopro che con la musica non sempre si smuovono le coscienze...e allora faccio mia l'ultima lettera aperta di Marco Travaglio a Luca Cordero di Montezemolo dato che noto una notevole deriva in fatto di diritti di quei lavoratori che tanto hanno fatto per le nostre aziende, in passato come adesso.
E mentre prima ci si mobilitava (partiti, studenti, lavoratori, sindacati), adesso vedo che i partiti (di sinistra??) pensano a spartirsi poltrone e a fare leggi di "destra", gli studenti pensano al nuovo I-Pod non calcolando che saranno i precari di domani, i lavoratori fanno scioperi frammentati, a volte in contrasto fra loro, che non lasciano il segno, mentre i sindacati si impegnano solo a far rinnovare i contratti dei lavoratori dipendenti statali che, in buona parte, non meriterebbero lo stipendio visto l'assenteismo e poca voglia.
E tremo quando Berlusconi parla bene del "nuovo" Partito Democratico e quelli che saranno i "leader" del PD (sempre gli stessi) parlano bene di un Berlusconi che vuole comprare anche Telecom.
E allora aggiungo: i Francesi saranno anche spocchiosi e antipatici, ma quando hanno provato a fargli una legge sul primo impiego simile alla nostra sono scesi in massa in piazza e la legge non si è fatta. Gli Americani saranno anche guerrafondai e padroni del mondo, ma quando c'è stato lo scandalo Enron, hanno fatto leggi apposta e adesso chi fa falso in bilancio si prende 20 anni in un batter d'occhio e deve rendere i soldi che ha rubato. Noi dove siamo? A parlare di Veline, Calciopoli e Corona... Quando ci uniremo tutti insieme? Lavoratori, studenti, persone per bene e ci faremo sentire per delle leggi umane e civili? O vigerà per sempre in Italia la legge del più forte? O scenderemo in piazza solo perchè la nostra squadra del cuore rischia la B?
E allora ecco la lettera di Travaglio. Ve la consiglio.
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Gentile Luca Cordero di Montezemolo,
il presidente di Federmeccanica, che fa parte della Confindustria, dice che l’aumento di 100 euro all’anno chiesto dagli operai è “una proposta ridicola” perché ci metterebbe “fuori dal mercato”. E lei ha dichiarato che la ripresa economica dell’Italia è “esclusivamente merito delle imprese”. Eppure lei stesso ripete sempre che un’impresa non è fatta solo dagli imprenditori e dai manager, ma anche dai lavoratori. Dunque tutti dovrebbero essere premiati, quando le cose vanno bene, per il loro lavoro. Invece i manager in Italia guadagnano molto di più dei loro colleghi del resto d’Europa, mentre i lavoratori molto di meno.
In Italia un operaio guadagna in media, al lordo, 21 mila euro all'anno, contro i 29 mila della Francia, i 32 della Svezia, i 35 del Belgio, i 37 dell’Olanda, i 39,7 della Gran Bretagna, i 41 della Germania, i 42 della Danimarca.
Qualche anno fa, un tale disse: “se i nostri operai guadagnano poco, le macchine che gli facciamo costruire chi se le compra?”
Tra il 2000 e il 2005, secondo l’Eurispes, in Europa gli stipendi sono aumentati del 20%, in Italia del 13,7. Da noi gli stipendi dei lavoratori aumentano ogni anno del 2,7%, mentre quelli dei manager del 17%, otto volte l’inflazione. Lo stipendio medio dei primi cento top manager italiani è di 3,4 milioni all’anno, 7 miliardi di lire: guadagnano 160 volte lo stipendio di un operaio, praticamente prendono in due giorni quello che un operaio prende in un anno.
In ogni caso la Fiat, con le sue mani e con la cassa integrazione, s’è rimessa in sesto grazie a un manager come Marchionne. Che dunque si merita tutti i 7 milioni di euro che guadagna all’anno, poco meno di quelli che guadagna lei. Ma, se il mercato ha un senso, chi ottiene risultati dovrebbe guadagnare molto e chi va male dovrebbe guadagnare poco, o farsi da parte.
Mi sa spiegare allora perché, visto come va la Telecom, il manager più pagato d’Italia è proprio Carlo Buora della Telecom, con 18.860 milioni di euro nel 2006 tra stipendio e liquidazione Pirelli? E perché Tronchetti Provera guadagna come Marchionne che ha risanato la Fiat? Poi c’è Cimoli, che ha così ben ridotto l’Alitalia: guadagna 12 mila euro al giorno, quello che un operaio guadagna in un anno. Il presidente di Air France guadagna un terzo: ma la compagnia francese è in attivo, mentre la nostra perde un milione al giorno. Dopo 2 anni e mezzo disastrosi, col buco Alitalia salito a 380 milioni, Cimoli per andarsene ha pure preso 5 milioni di liquidazione. Era meglio se restava. Alberto Lina è l’amministratore delegato dell’Impregilo, capo-gruppo della ditta che smaltisce così bene i rifiuti in Campania: guadagna addirittura più di lei, 7,3 milioni.
Anche lui prende in un giorno quanto un suo operaio guadagna in un anno. Dov’è il mercato? Dov’è la meritocrazia?
La prima regola del mercato dovrebbe essere che tutti rischiano qualcosa, e chi sbaglia paga. Voi top manager, invece, non rischiate mai nulla. Se avete successo, vi aumentate lo stipendio. Se avete insuccesso, ve lo aumentate lo stesso. Se vi cacciano, ci guadagnate una fortuna con le liquidazioni. E se andate da un'altra parte, andate a far danni da un’altra parte. E se non garantite la sicurezza o la salute dei vostri dipendenti non ci rimettete nulla, mentre i vostri dipendenti muoiono, per voi al massimo c’è l’indulto. Con la certezza di morire di morte naturale, nel vostro letto. Gli operai invece muoiono al lavoro come le mosche, al ritmo di quattro al giorno. Andare a lavorare, in Italia, è più pericoloso che andare in guerra. Ogni anno muoiono 1250 lavoratori italiani all'anno, la metà delle vittime delle Torri gemelle, meno dei morti di tutto il mondo per attentati terroristici. E poi ci sono un milione di feriti sul lavoro ogni anno.
Ora lei, dottor Montezemolo, è preoccupato che il tesoretto si disperda in mille rivoli. Ed è giusto.
Ma perché non parlate mai del tesorone dell’evasione fiscale, 200 miliardi di Euro all’anno? E del tesorone del lavoro nero, che si mangia il 27% del pil, cioè 400 miliardi di Euro all'anno? E del tesorone delle mafie, che ammonta pare a 1000 miliardi di euro? La legge sul falso in bilancio varata dal governo Berlusconi e finora confermata, in barba alle promesse elettorali, dal governo Prodi, consente a ogni impresa di occultare nei bilanci, ogni anno, fino al 5% dell’utile prima delle imposte, fino al 10% sulle valutazioni e l’1% del patrimonio netto. Sono centinaia di milioni di nero legalizzato per ogni grande gruppo industriale e finanziario.
Una sorta di modica quantità di falso in bilancio, come per la droga, per uso personale. Non vi vergognate di una situazione del genere, che rende sospettabili e sospettati anche coloro che si comportano bene? Il “mercato” è anche 25 anni di galera per il falso in bilancio, come negli Stati Uniti. In Italia la pena massima per il falso in bilancio è la Presidenza del Consiglio. Perché non avete mai detto una parola contro quella legge che depenalizzava di fatto il falso in bilancio? Perché la Confindustria non fa una grande battaglia per importare in Italia la legislazione americana sui reati finanziari?
Vedrà che, recuperando un po’ di evasione, si potranno garantire case, asili e pensioni al popolo dei 1000 euro al mese, che con un giusto aumento di stipendio potrebbero fare anche loro un bel passettino in avanti. Perchè, come diceva quel tale, “se gli operai guadagnano poco, le macchine che costruiscono chi se le compra?”. A proposito: lo sa chi era quel tale? Non era Marx, e nemmeno il subcomandante Marcos. Era l’avvocato Giovanni Agnelli.
In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti
Marco Travaglio
ON AIR NOW: TOXICITY - SYSTEM OF A DOWN
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Altra novità per chi ci segue....sul sito ufficiale della Band dei 6PezziFacili abbiamo finalmente inserito alcuni nostri Mp3 di cover, registrati dal vivo al Koan Studio di Firenze. Se vi interessa potete scaricare e ascoltare questi brani e poi darci un giudizio, direttamente qui, sul nostro sito o a info@seipezzifacili.it .
Ci sono cover di A. Morissette, dei Depeche Mode, dei Cardigans, dei Dire Straits e altre...Ogni volta che potremo, inseriremo altre registrazioni.
Stiamo inoltre gradatamente aggiornando tutto il sito...
Per leggere le altre puntate andate ai seguenti link: parte prima, parte seconda e parte terza.
IL METALLARO
E’ inconfondibile: capello non lungo ma lunghissimo, faccia incazzata, barba non fatta, maglietta con più teschi che cotone, pantaloni di pelle e tatuaggio con scritto “cazzo guardi” (un grande ringraziamento a “Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano" per la citazione!). Non appena inizia il concerto lui alzerà il braccio e voi noterete che la sua mano è un po’ strana, con solo tre dita che spuntano e le altre due rannicchiate. Un mix fra BEM (se non conoscete il cartone horror giapponese degli anni 80 informatevi) e l’Uomo Ragno quando lancia le ragnatele. Di lì a poco assumerà la posizione detta “del fenicottero” ovvero: gambe spalancate, sguardo basso, mano da uomo ragno in alto e movimento avanti e indietro della testa con movimento fluente dei capelli che frustano chiunque intorno. Solo in alcuni casi si trasforma nel Pogatore…
La
IL REGISTRA-BOOTLEG/ IL FOTOGRAFA CONCERTI
E’ un incrocio fra John Travolta in Blow Out di Brian De Palma e un tecnico del suono della RAI. Non si sa come faccia ad entrare ai concerti, dove è risaputo che ti sequestrano perfino i tappi delle bottiglie dell’acqua, con una giraffa (non l’animale, il porta microfono), un treppiedi per macchina fotografica, fotocamera digitale con steady cam incorporata, cd registrabili, mille microfoni, registratori digitali e DVX di ogni genere e mille altre tecnologie incredibili. Se gli siete accanto vi farà zittire tutti per non avere troppi fruscii nella registrazione. Ma occhio a chiedergli una copia delle registrazioni/foto/filmati…ve le prometterà, ma non le avrete mai!
L’ANALITICO
Passa tutto il concerto a sedere, con una mano che gli regge la testa, senza dire una parola, senza commentare, senza cantare una sola strofa e senza tenere il ritmo col piede. Sospettate che sia venuto al concerto per sbaglio o che sia una statua del Pensatore lasciata non si sa come mai nel palazzotto/stadio/anfiteatro o simile. Dopo una mezz’ora di concerto iniziate ad essere più interessati all’analitico che al concerto: non è infatti umanamente possibile rimanere immobili nella stessa posizione senza muovere neanche un muscolo o un sopracciglio, neanche nei momenti di maggior pathos musicale, come un assolo fantastico o uno stacco eccezionale. Ma lui è lì che rimugina e in fondo iniziate a dubitare del vostro essere appassionato di musica: che abbia ragione lui? Che la musica si assapori meglio come fa lui? Alla fine vi perdete buona parte del concerto occupati come siete a studiare, come un novello documentarista, il comportamento dell’analitico in “azione” (se così si può dire). Nulla lo smuove e la sua immobilità va di pari passo con la vostra curiosità che alla fine sfiora il nervosismo…
Provate di tutto: gli cantate nelle orecchie, gli ballate sui calcagni, tentate una timida pogata (attenti a non farvi vedere dal pogatore folle), ma tutto è inutile. Lui osserva tranquillo e tace.
Alla fine del concerto le ipotesi sono due: gli amici lo sollevano di peso e lo riportano a casa, oppure si alza in piedi (fra lo stupore dei vicini) e dice a proposito del concerto “non mi è mica piaciuto tanto”. Dopodichè si gira e sparisce fra la folla lasciandovi basiti e con la bocca spalancata in urlo silenzioso stile Munch…
LO SCONGELATO
Ci sono concerti in cui la varietà di ascoltatori è incredibile, ma mai quanto uno di artisti anagraficamente non più giovanissimi: mi riferisco a live come quello di Santana, dei Pink Floyd, degli Who o di altri musicisti che sono nati artisticamente all’incirca negli anni 70.
E’ qui che hai buone possibilità di incontrare lo SCONGELATO: look da figlio dei fiori uscito da Woodstock, con capelli lunghi raccolti con ghirlande di fiori, pantaloni a zampa con le frange, orpelli e orecchini con segni della pace, barba lunga da santone indiano, sandali in cuoio e canna di ordinanza….
A volte è giovanissimo (al che ti viene da domandarti cosa faccia gli altri 364 giorni l’anno, conciato così) a volte ha un’età indefinibile fra i 60 e i 250 anni. Il dubbio che finito il concerto venga criogenizzato nuovamente, in attesa di un’altra data, è fortissimo. Ma il suo look alternativo è veramente scenografico…peccato che lo si incontri solo a questi concerti e che poi sparisca così come è comparso: una specie di leggenda degli ascoltatori di concerti, di cui in tanti parlano ma che pochi hanno avuto la fortuna di incontrare.
Mi accorgo ora che non abbiamo fatto grossi aggiornamenti e cerco subito di porre rimedio alla cosa: grosse novità per i 6PezziFacili che iniziano nuovamente a muoversi musicalmente.
Prima novità è che abbiamo il nuovo bassista. Si tratta di Filippo che prende il posto del glorioso John nelle fila della band: Filippo (o Pippo, o Phil, fate voi...) è un bassista di grande esperienza, con conoscenza tecniche anche come tecnico del suono e questo, oltre a portare nuova linfa nel gruppo, aiuterà nella realizzazione del nuovo demo ormai in cantiere.
C'è poi da parlare del ritorno ai live: sabato 12 maggio la band porterà dal vivo uno spettacolo di circa 20 brani al 3° On the Road American Music Festival di Bivigliano.
Suoniamo in un'orario un pò strano (se volete pranzare con un pò di buona musica saremo sul palco alle 12.00 circa), ma attendete altri aggiornamenti, sia qui che sul nostro sito ufficiale...ogni volta che ci saranno novità ve le faremo sapere.
Per l'occasione, oltre a proporre alcune nuove cover inserite in scaletta e presentare al nostro pubblico il nuovo bassista, ci sarà probabilmente il rientro nella band di Jo, nostra cantante e corista, che aveva lasciato la band "causa maternità" e che invece probabilmente ricomincerà, anche se gradualmente, ad affiancarci...sempre con l'occasione presenteremo anche il nuovo look, decisamente corto, di Nicco (detto PF1).
Ovvimamente sono sempre dei nostri il grande Ruge alle chitarre, il prode Leo (detto PF4) alle tastiere e il colosso Richie alla batteria...
Dopo i casini degli ultimi mesi, le date saltate, gli elementi cambiati e i rallentamenti per mille cause, finalmente torniamo a parlare di musica, ma stavolta eseguita. I "nuovi" 6PF finalmente e nuovamente in 6, ripartono alla grande!
Contiamo poi che la giornata del 12 maggio sia solo l'inizio di una nuova Era di grandi soddisfazioni...